Capranica

"Sono venuto in quel luogo che se altrove non mi spingesse il desio delle cure dell'animo mio sarebbe veramente opportuno. E' questo monte dell'agro romano al quale perchè forse in antico coperto tutto di virgulti silvestri, era più dalle capre che dagli uomini frequentato."

Descrizione di Capranica di Francesco Petrarca in una lettera al Cardinale Colonna.

Brevi cenni storici

Capranica è un comune in provincia di Viterbo che conta circa 6200 abitanti ed è situato a 370 metri sul livello del mare sopra uno sperone di tufo.
Di fondazione etrusca, l'abitato fu conquistato dai romani e, successivamente al crollo della potenza di Roma, subì le invasioni da parte dei barbari. Durante il medioevo fu un importante presidio della Santa Sede e subì numerose invasioni dai Longobardi, dai Franchi e dai signori feudali locali che ne disputavano il possesso al Papa.
Divenuto feudo della signoria degli Anguillara (mecenati e cultori delle arti), nel 1337, ospitò Francesco Petrarca di passaggio verso Roma.
Nel 1465, il paese, cacciati gli Anguillara, fece atto di dedizione al Papa, ricavando esenzioni e benifici fino alla conquista napoleonica. In seguito fu conquistato dalle truppe del principe di Sassonia ed ebbe un suo governo provvisorio del quale fecero parte membri della borghesia locale. Il 17 settembre 1870 entrò a far parte del regno d'Italia.

Da vedere

Chiesa romanica di San Francesco

Situata fuori dalle mure dell'antico castello su di una collinetta,data la sua grandezza e posizione, sembra aver avuto in passato funzione più di prestigio che di servizio cittadino. La facciata è semplice con umile portale abbellito da una lunetta; al centro si apre un rosone incorniciato da segni zodiacali. La parte più antica, in stile romanico, ha tre navate divise da colonne, pareti spoglie, soffitto a capriate, piccole monofore. Oltre il transetto la chiesa si allunga nella cappella degli Anguillara, in stile gotico con soffitto a crociera e l'arco a sesto acuto poggiante su colonne addossate alle pareti. Sul fondo del presbiterio, davanti all'abside, si erge il monumento funebre dei conti gemelli Francesco e Nicola Anguillara. All'interno si trova, inoltre, un tempietto con lapide funeraria, ai cui lati si ergono due piccole statue raffiguranti San Francesco e San Lorenzo.

Chiesa di San Terenziano al monte

Dedicata al Santo patrono del paese la cui festa si celebra il 1 settembre. Risalente al XIII-XIV secolo, la chiesa, situata sulla cima dell'omonimo monte, è a pianta rettangolare con una sola navata e un soffitto in legno dipinto. La pala d'altare, un trittico su tavola dorata - conservata nella chiesa di Santa Maria - rappresenta San Terenziano tra i Santi Rocco e Sebastiano. Le pareti del presbiterio, le arcate laterali e le vele del soffitto sono tutte affrescate con scene raffiguranti il Santo.


Chiesa di Santa Maria

La chiesa, situata nella parte storica del paese, fu progettata nel 1866 dall'architetto Vespignani in stile neoclassico. La facciata è costituita da un portico con quattro lesene e quattro colonne di mattoni ed il campanile, - con orologio - eretto accanto all'abside, è sormontato da una cuspide a base ottagonale. L'interno ha tre navate divise da colonne e tre cappelle per lato; l'abside è stata decorata con scene rappresentanti l'Ascensione di Maria. Due scale laterali in marmo danno accesso all'Altare Maggiore sovrastante la cripta, alla quale si accede con una scala centrale. Da segnalare il tabernacolo murale al lato sinistro dell'altare maggiore, sul quale possiamo rinvenire delle tracce di pittura attribuite a Michelangelo secondo recenti studi.

Chiesa di San Rocco

La piccola chiesa fu costruita, per la devozione dei fedeli, intorno al 1495, vicino alla celebre fonte che dal Santo prende il nome; è sorta anche come lazzaretto per ospitare i pellegrini malati di peste. Presenta un'unica navata, altare maggiore in muratura e intonaco addossato all'abside, la quale è affrescata con immagini della Vergine con il Bambino e San Rocco nei due specchi centrali, San Terenziano e San Sebastiano in quelli esterni.

Chiesa della Madonna delle Grazie

Costruita tra il XIV e il XV secolo, l'umile chiesa rurale, sorge nel punto in cui la Via Francigena incontrava le strade che univano la costa tirrenica con la valle del Tevere. Un semplice tabernacolo, posto sulla parete di fondo della cappella con volta a crociera, riporta l'immagine della Madonna con il Bambino dipinta su tegola. L'unico altare, addossato ad un fondale in stile barocco, fu aggiunto in epoca posteriore e sorge sotto la crociera dell'antica cappella aperta sul fronte con un arioso arco gotico. La pala d'altare riporta l'immagine della Madonna con il Bambino circondato da Santi in preghiera.

Chiesa della Madonna del Piano

Costruita nel 1559 sul disegno del Vignola, crollò nel 1631 conservando solo la facciata. La nuova costruzione risulta diversa da quella precedente del Vignola. Il soffitto dell'unica navata è in legno scolpito e dipinto, ai lati si aprono tre cappelle per parte sormontate dagli stemmi delle famiglie nobili che contribuirono alla realizzazione della chiesa. Gli altari delle cappelle sono spesso affrescate con storie di santi e sormontati da pregevoli dipinti su tela dei secoli XVII e XVIII. Sull'altare maggiore si ammira l'immagine della Madonna con Bambino, attribuita ad Andrea Vanni della scuola senese; l'affresco, probabilmente, faceva parte della primitiva chiesa di cui resta il piccolo campanile a vela.


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